“Le orche attaccano per non essere attaccate”, ha commentato Giancarlo Lauriano dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), in merito alle recenti aggressioni da parte di orche a imbarcazioni, verificatesi sempre più di frequente, sulle coste iberiche, “Le segnalazioni di interazioni fra orche e imbarcazioni sono iniziate nel 2020 quando uno di questi grandi cetacei è stato colpito e ferito da una barca, dietro la pinna dorsale”, ha spiegato Lauriano. “E’ plausibile che l’orca ferita, attraverso un processo di trasmissione culturale, tipico di questi grandi mammiferi, abbia insegnato agli altri esemplari questo tipo di comportamento di difesa” ha continuato Lauriano. Gli ultimi eventi, accaduti nella notte del 4 maggio nello Stretto di Gibilterra, al largo della Spagna, hanno visto tre orche colpire uno yacht e perforare il timone, così da ostacolarne la navigazione. Se questa situazione dovesse continuare o intensificarsi, potrebbe diventare motivo di preoccupazione per la sicurezza dei marinai e un problema di conservazione per la sottopopolazione di orche in pericolo. “In Spagna, a tal proposito – ha concluso Lauriano – sono state introdotte delle regolamentazioni, fra cui la sostituzione delle vele con il motore a scoppio e l’ingente riduzione della velocità di navigazione, così da limitare il movimento del timone e evitare che questo venga colpito dall’orca e la barca diventi ingovernabile”.
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