Durante la discussione della delega fiscale, alla Camera, il governo ha accolto come raccomandazione, “compatibilmente con le risorse disponibili e nel rispetto dei vincoli eurounitari”, l’ordine del giorno a prima firma dell’Onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela dell’Ambiente, sulla riduzione delle aliquote Iva per alimenti destinati agli animali d’affezione e per le cure veterinarie. Attraverso i decreti legislativi delegati, il governo agirà nello specifico revisionando il numero e la misura delle aliquote IVA, le esenzioni, i beni e i servizi assoggettabili ad aliquota ridotta in quanto destinati a soddisfare le esigenze di maggiore rilevanza sociale, sempre nel rispetto dei limiti posti dalla recente Direttiva 2022/542/UE. Proprio in ragione del valore sociale e delle peculiarità dei servizi relativi agli animali da compagnia è improcrastinabile alleggerire il pesante carico fiscale che grava sul sostentamento, sulla salute e sul benessere delle popolazioni animali del nostro Paese: nonostante il loro carattere di essenzialità, le prestazioni veterinarie e la cessione dei prodotti alimentari per animali da compagnia continuano ad essere collocati nello scaglione IVA più elevato, al pari di beni e servizi di lusso e/o non essenziali. Sugli alimenti per animali da compagnia, ad esempio, gli italiani sopportano un’aliquota IVA tre volte superiore a quella vigente in Germania.
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