I francesi fanno razzia di rane

Le cosce di rana sono molto popolari in Francia e Belgio, ma nei Paesi che esportano in Europa questo particolare ingrediente si registra il rapido declino di alcune specie di anfibi. Oltralpe – riporta Adnkronos – si consumano circa 4mila tonnellate di cosce di rana all’anno. Ma sebbene il Ministero dell’Agricoltura francese consideri il piatto come una specialità tradizionale della Borgogna-Franca Contea, nell’est del Paese, la maggioranza delle cosce di rana arriva dall’estero. L’Indonesia è il maggior esportatore mondiale di cosce di rana e l’appetito degli europei per questa pietanza minaccia non solo la popolazione di specie rare, ma anche l’equilibrio degli ecosistemi. “Il commercio di zampe di rana è poco monitorato e regolato dal governo”, dice alla Dpa – come riporta sempre Adnkronos – Ganjar Cahyadi, curatore del museo di zoologia della città di Bandung, a Giava. Non ci sono dati ufficiali relativi al numero di rane selvatiche nell’arcipelago, dice Cahyadi. “Non sappiamo queste rane vengono esportate e quante restano nel loro ambiente naturale”. La situazione è simile in Vietnam, un altro grande esportatore di anfibi. Il numero di rane in generale è caduto sensibilmente anche qui negli ultimi decenni, dice Mai Nguyen dell’associazione per il benessere animale Humane Society International. “Quando ero una bambina e vivevo in campagna, era facile vedere rane e catturarle. Ma oggi, quasi 40 anni dopo, è difficile trovare rane selvatiche”, dice Mai. Ciò nonostante, il governo vietnamita non ha alcun piano per limitare la vendita e l’esportazione di questi animali.

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