Liguria: spazio ai barbari

Ogni corpo legislativo è libero di votare come crede, ma chi, negli anni Venti del XXI secolo, rilancia per legge la caccia con arco e frecce, che produce inutili e gravi sofferenze per gli animali, merita l’appellativo di “barbaro”. Lo afferma l’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente, presieduto dall’on. Michela Vittoria Brambilla, commentando l’approvazione di un emendamento da parte del Consiglio regionale della Liguria, che consentirà la caccia di selezione con arco e frecce. “La caccia – osserva l’on. Brambilla – è già di per sé una pratica violenta, l’uso dell’arco, per quanto consentito dalla legge nazionale, e addirittura consigliato per “la rimozione selettiva” dal recentissimo “piano quinquennale di gestione della fauna selvatica”, ne esalta soltanto l’essenza sanguinaria e il carattere anacronistico. Difficile che vi siano molti campioni olimpici di tiro con l’arco, mentre in molti crederanno di fare come gli indiani visti in tv: di sicuro gli animali trafitti moriranno dissanguati tra indicibili sofferenze. Perciò ci uniamo alle migliaia di cittadini che già chiedono al Consiglio regionale della Liguria di tornare sui suoi passi e di cancellare questa norma che, in cambio di un regalo a un manipolo di cacciatori nostalgici, una minoranza nella minoranza, creerà gravi sofferenze agli animali e darà della Regione un’immagine che i liguri non si meritano”.

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