Anche i crostacei hanno diritto a una morte indolore

La scienza ha dimostrato che i crostacei decapodi, ordine di crostacei di cui fa parte anche il granchio blu, sono in grado di provare dolore e la bollitura da vivi rappresenta un’usanza retrograda e violenta, che provoca una morte lenta e dolorosa ed è già stata dichiarata illegale in Svizzera e Nuova Zelanda. Per questo motivo, anche in considerazione dell’evoluzione della sensibilità dei cittadini sul tema del benessere animale, Animal Law Italia invita la politica a non lanciare messaggi distorti e chiede che anche a questi animali sia garantita la minor sofferenza possibile dalla cattura fino all’uccisione. In un video diffuso sul suo profilo Instagram pochi giorni fa, mentre era in vacanza in Puglia, il Ministro Lollobrigida mostra alla telecamera un granchio blu ancora vivo, che è stato appena prelevato con una pinza da una vaschetta piena d’acqua, e ne esalta il consumo come alimento, che l’esponente del Governo suggerisce come soluzione all’eccessiva proliferazione di questa specie. Nel filmato, il Ministro spiega che “ogni animale va rispettato”, frase che però suona totalmente stonata, dato che alle sue spalle si vede una pentola sul fuoco, che lascia facilmente intuire quale sarà il destino dell’animale. “Parlando di rispetto per gli animali, ci saremmo attesi che il Ministro ricordasse almeno di uccidere nel modo più rapido e indolore possibile i crostacei prima di buttarli in pentola”, dichiara Alessandro Ricciuti, presidente di Animal Law Italia. “Pur tenendo conto delle problematiche ecologiche e del danno economico causato dall’eccessiva proliferazione delle popolazioni di granchio blu in Italia, è comunque necessario almeno garantire a questi animali il diritto a non soffrire”, sottolinea Ricciuti.

Lascia un commento

Un sito WordPress.com.

Su ↑