Il governatore dello Stato brasiliano di San Paolo, Tarcísio de Freitas, fino a qualche tempo fa assai vicino all’ex presidente Jair Bolsonaro, ha posto il veto a un disegno di legge che proibiva la vendita di animali nei negozi e sul web. Allo stesso tempo, ha dichiarato di aver inviato all’Assemblea legislativa una nuova proposta per regolamentare il commercio di cani e gatti, dove è previsto che gli animali non possano essere esposti in vetrine chiuse nei negozi, o sottoposti a situazioni di maltrattamento
Il veto è stato criticato da enti legati alla protezione degli animali, mentre ha ricevuto il consenso degli imprenditori del settore, secondo cui, se diventava legge, il progetto avrebbe finito per “incoraggiare la vendita illegale di animali domestici”. Il testo approvato ad agosto prevedeva che la vendita degli animali potesse essere effettuata solo tramite un allevatore regolarmente registrato e che, se commercializzati, cani e gatti dovessero essere consegnati castrati, vaccinati e dotati di microchip. La punizione per l’inosservanza comprenderebbe, tra le altre misure, una multa e la perdita della licenza per l’allevatore.
Secondo Freitas, tuttavia, la legge così come presentata violerebbe il principio della libera impresa, “un principio fondamentale dell’ordine economico”.
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