L’83 per cento degli italiani desidera che vengano studiati e applicati sistemi non letali e non cruenti per la gestione delle popolazioni di animali selvatici, manifestando così la netta contrarietà all’utilizzo dei fucili dei cacciatori. Per il 79 per cento gli animali selvatici dovrebbero essere protetti, mentre il 49 per cento degli italiani che vivono in aree rurali ha affermato di non sentirsi sicuro nell’uscire di casa durante la stagione di caccia. E’ quanto emerge da un’indagine promossa a livello europeo da Eurogroup for animals che ha commissionato a Savanta, multinazionale specializzata nei sondaggi di opinione, una ricerca sulla percezione della caccia tra i cittadini residenti in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Italia, Belgio, Polonia, Danimarca, Svezia e Romania. I dati italiani li ha resi noti Lav. “I dati emersi dalle interviste effettuate sui cittadini italiani sono importanti e confermano la consolidata contrarietà degli italiani alla caccia, dati che assumono ancora più rilevanza perché riferiti esclusivamente ai cittadini che vivono in aree rurali, cioè proprio dove la caccia è maggiormente radicata – ha dichiarato Massimo Vitturi, responsabile animali selvatici della Lav. Uccidere gli animali per divertimento è sintomo di una società malata,
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