Il presidente colombiano Gustavo Petro ha promulgato la legge “No More Olé”, che vieta la corrida nel Paese, ponendo fine, ha detto, al “diritto di uccidere” gli animali come forma di intrattenimento. Davanti a una folla riunita nell’antica arena nel centro di Bogotà, ribattezzata Plaza Cultural La Santamaria – riporta Askanews – ha dichiarato: “Basta morti nel centro della città di Bogotà. Perché nel centro del Paese – dove regna la vita – possiamo dire con certezza che stiamo costruendo una Colombia come potenza mondiale della vita e una Colombia paese della bellezza”. “Rimpiazziamo questo luogo di cultura, anche di sport, di vita più che di morte. È questo il genere di cambiamento di mentalità che si nota oggi nella città di Bogotà”. La promulgazione della legge, sostenuta dagli ambientalisti e già approvata nelle scorse settimane, segna la fine di una pratica che era riconosciuta dalla Costituzione come parte della cultura colombiana. In realtà la legge entrerà in vigore a partire dal 2027. In questo periodo transitorio, lo Stato dovrà garantire un impiego alternativo a coloro che dipendono direttamente o indirettamente dalla corrida e riadattare le arene per attività sportive e culturali. La Colombia si aggiunge così all’elenco dei paesi sudamericani che vietano la corrida, come Brasile, Cile, Argentina, Uruguay e Guatemala. Le corride sono ancora organizzate in Ecuador, Spagna, Francia, Messico, Perù, Portogallo e Venezuela.
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