Cani e gatti, ma pure altri animali da affezione se iscritti negli appositi registri dell’anagrafe animale, potranno entrare nelle strutture sanitarie toscane, nelle cliniche convenzionate e nelle rsa. E la giunta della Toscana individua le linee guida per l’accesso degli animali, nella convinzione, si spiega dalla Regione, “che la visita del compagno a quattro zampe o con le ali di casa, per molti un componente della famiglia a tutti gli effetti, possa contribuire al benessere fisico e mentale, all’umore e alle relazioni della persona. Soprattutto nei casi di pazienti di lunga degenza, costretti a stare lontano dalla propria abitazione per molto tempo”. Fortemente voluta dal presidente Giani, la Toscana fa dunque un ulteriore passo in avanti nell’attenzione all’umanizzazione delle cure, estendendo l’esperienza pilota dell’Asl Toscana Sud Est. Naturalmente nell’autorizzare o meno l’ingresso si terrà conto delle condizioni dei pazienti. La Regione ha poi fissato alcuni punti fermi: gli animali dovranno essere in buona salute, identificati e iscritti all’anagrafe, con certificato veterinario redatto non oltre un mese prima e trattati da non più di trenta giorni e da non meno di tre contro parassiti interni ed esterni. All’interno delle strutture sanitatarie dovranno essere sempre sotto il controllo e la responsabilità di chi li accompagna – richiesta una polizza assicurativa – e se cani, avere al seguito la museruola, e tenuti al guinzaglio, lungo non più di un metro e mezzo. Altri animali devono essere trasportati in trasportino. Sono previsti anche corsi per il personale, su come avvicinare e gestire gli animali. L’ingresso in ospedale degli animali da affezione, si spiega “è un’opportunità che rafforza il nostro impegno per un sistema sanitario sempre più vicino ai bisogni delle persone” sottolinea Giani. “Salute non vuol dire solo assenza di malattie o di infermità – spiega Bezzini: comprende anche anche il benessere fisico, mentale e sociale ed è scientificamente comprovato che il contatto con gli animali apporta benefici significativi al percorso di cura”. “Con questo atto – conclude – andiamo ad uniformare le misure di accesso degli animali di affezione”. Studi scientifici hanno verificato che l’interazione con gli animali da affezioni, con i cani nell’esperimento, aumenta le concentrazioni di ossitocina, diminuisce i livelli di cortisolo e riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
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