Si sono concluse le prime operazioni di restauro degli ecosistemi marini previste dal Pnrr Mer – Marine Ecosystem Restoration. L’attività, partita a inizio anno con le operazioni in Sicilia orientale, ha portato alla rimozione di circa 3 tonnellate di reti fantasma dalle aree di Siracusa, Avola e Milazzo, consentendo la bonifica di oltre 52 mila metri quadrati di fondali marini. Si tratta del più grande progetto sul mare all’interno del “Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”, che vede il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in qualità di amministrazione titolare e Ispra soggetto unico attuatore. Le reti fantasma rappresentano una delle forme più insidiose di inquinamento marino. Per questo Ispra ha affidato agli operatori economici Fondazione Marevivo, Castalia Consorzio Stabile e Conisma, Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare, nell’operazione “GhostNets”, il recupero di reti e attrezzi da pesca abbandonati o persi accidentalmente in mare. Una preziosa collaborazione che mette insieme competenze scientifiche, tecniche, operative ed esperienza, al servizio di questa importante operazione di salvaguardia degli ecosistemi marini. Lo scopo finale è quello di consentire la ricolonizzazione delle aree, liberandole dai rifiuti che soffocano i fondali ed eliminare una minaccia costante e prolungata per la flora e la fauna marine. “Tra i rifiuti marini le reti abbandonate rappresentano una delle minacce più pericolose per l’ecosistema, poiché si depositano sui fondali diventando trappole mortali per molte specie viventi che rimangono intrappolate. Il loro deterioramento in minuscoli frammenti genera, inoltre, il rilascio di microplastiche che vengono ingerite dagli animali e finiscono, di conseguenza, nella catena alimentare. E’ per questo che da trent’anni Marevivo promuove attività di recupero di rifiuti antropici e strumenti da pesca, collaborando fattivamente con le forze dell’ordine e con diversi partner scientifici. Solo negli ultimi anni abbiamo recuperato oltre 14.000 metri di reti abbandonate”, dice Raffella Giugni, Segretario Generale Marevivo.
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