Gli agricoltori zambiani stanno adottando recinzioni al peperoncino come metodo naturale per proteggere i raccolti dalle incursioni degli elefanti nella regione di Imusho, al confine con l’Angola. L’iniziativa, avviata dal Dipartimento nazionale parchi e fauna selvatica in collaborazione con il World Wide Fund for Nature (Wwf), ha portato dal 2024 all’installazione di quattro recinzioni nei campi più colpiti. Le autorità hanno annunciato che altri dispositivi saranno collocati quest’anno, poiché gli elefanti provocano danni in un’area stimata di circa 60 chilometri. Secondo Abraham Banda, responsabile della polizia faunistica locale citato dai media locali, gli animali attraverserebbero il confine con l’Angola attraverso il corridoio del fiume Kwando. Le recinzioni – corde di sisal imbevute di una miscela di peperoncino e olio esausto – sfruttano l’olfatto sensibile degli elefanti, che vengono dissuasi ad avvicinarsi senza subire danni. Il sistema, non letale e a basso costo, è gestito dalle comunità rurali e ha già contribuito a ridurre le perdite agricole e le tensioni con la fauna selvatica. Tecniche analoghe si stanno diffondendo anche in altri Paesi africani: nello Zimbabwe, in Kenya e in Tanzania gli agricoltori le combinano con recinzioni di alveari o pattugliamenti preventivi. Il ricorso alle recinzioni al peperoncino si inserisce nel più ampio tentativo di ridurre i conflitti tra comunità rurali e fauna selvatica in Zambia, dove l’espansione agricola si scontra con i corridoi naturali di migrazione degli elefanti.
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