Malta protegge i bracconieri

Dei cinque capovaccai liberati dalla cattività lo scorso 20 agosto una è stata probabilmente uccisa dai cacciatori a Malta: si tratta di Isabel, liberata un mese fa insieme a Gabriel, Juanita, Lucas, Pablo nell’ambito del progetto LIFE Egyptian vulture. Isabel il 6 settembre, dopo essersi nutrita presso la stazione di alimentazione appositamente creata per i rapaci necrofagi nel Parco Regionale della Murgia Materana ha iniziato la sua prima migrazione verso sud e una volta raggiunta la Sicilia ha poi attraversato il mediterraneo, volando ininterrottamente per ore, per poi fare una breve tappa all’isola di Malta prima di proseguire verso l’Africa e le zone di svernamento. Malta è un vero è proprio buco nero dove migliaia di migratori vengono accolti a fucilate da una moltitudine di cacciatori e bracconieri che, incuranti di ogni legge, sparano senza limiti a tantissime specie protette e rare. Una massiccia mattanza che i cacciatori maltesi fanno da sempre, nell’assoluta indifferenza di tutti gli altri stati Membri dell’Unione Europea, per alimentare un assurdo mercato di uccelli imbalsamati e anche per il gusto di uccidere. L’associazione CERM Centro Rapaci Minacciati e la VCF Vulture Conservation Foundation hanno scritto al primo ministro maltese, Robert Abela, per denunciare questo grave stato di attacco alla natura e alla biodiversità a causa di una tollerata e diffusa illegalità perpetrata ai danni delle specie più rare e minacciate in Europa.

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