Italiani animalisti

No alla vivisezione, alla caccia e alle pellicce. Lievita, secondo l’ultimo “Rapporto Italia” Eurispes, la sensibilità animalista degli italiani. In particolare, la sperimentazione in laboratorio non risulta accettabile per ben l’82,7% del campione: giudizio che si è inasprito rispetto al 2021, quando i contrari erano il 78,9%. Solo il 23,9% si dichiara favorevole alla pratica della caccia, in ulteriore, netto calo rispetto al 36,5% del 2021. Ben l’82,1% degli italiani è contrario all’uso delle pellicce mentre l’80,1% ritiene che gli animali non debbano essere utilizzati nei circhi. “Ancora una volta – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa – si conferma che gli italiani sono molto più avanti e più sensibili ai temi etici che riguardano il benessere degli animali delle istituzioni. Questi dati dovrebbero far ben riflettere chi asseconda la lobby del mondo venatorio e tutte quelle Regioni che continuano ad emanare provvedimenti illegittimi, contrari a sentenze della Corte Costituzionale e dei Tar e privi di base scientifica, promuovendo la politica degli abbattimenti, anche su specie particolarmente in declino come la tortora selvatica e turdidi e aumentando costantemente le concessioni ai cacciatori. Persino in una situazione emergenziale come quella attuale con la peste suina e le autorità sanitarie che invitano con forza ad interrompere qualsiasi attività venatoria per il grave rischio di contaminazione, le Regioni e anche il Governo persistono in una assurda politica di spari”.

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