Per chi commette reati a danno degli animali avremo finalmente pene più severe, con forza deterrente, come prevede il disegno di legge a firma dell’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente e sottoscritto in modo bypartisan che ha già iniziato il suo esame alla Camera dei deputati. “Sono certa – ha detto l’on. Brambilla – che la maggioranza degli italiani ama e rispetta gli animali e percepisce i reati a loro danno come particolarmente offensivi ma allo stato privi, in generale, di un presidio sanzionatorio che abbia adeguato potere deterrente. Chi commette questi reati non rischia di andare in carcere, non paga abbastanza, se la cava con poco e stimola l’emulazione. Poi ricomincia e magari passa alla violenza sulle persone: un’escalation ben documentata dalla letteratura criminologica, che evidenzia un problema di pericolosità sociale. Servono pene più severe, con forza dissuasiva.” Il Ministro della giustizia Carlo Nordio si è detto d’accordo sull’inasprimento delle pene per chi commette reati a danno degli animali. “E’ importante fissare un minimo edittale che renda la pena certa – ha affermato – il cui effetto preventivo può anche non essere determinante. Dopo quarant’anni di magistratura, sappiamo che il delinquente, prima di delinquere, non va a verificare il codice penale per vedere quale sia il massimo o il minimo della pena, perché ha sempre la sensazione di farla franca. Chi maltratta gli animali alla fine diventerà crudele anche verso gli uomini” ha aggiunto il Guardasigilli.
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