Aquila libera ma in prigione

Un gruppo animalista ha chiesto al Crystal Palace di smettere di usare un’aquila calva come mascotte prima delle partite in casa, sostenendo che “uno stadio illuminato con tifosi rumorosi non è un luogo adatto agli animali”. Il club londinese di Premier League, che dal 1973 ha adottato come simbolo il grande rapace, fa volare l’aquila Phoenix nello stadio Selhurst Park. Il gruppo People for the Ethical Treatment of Animals (Peta) ha scritto una lettera al Ceo del Palace, Sharon Lacey, esortandola a rinunciare allo show della mascotte vivente. Tra i club che fanno volare un’aquila prima del fischio d’inizio ci sono la Lazio in Italia, il Benfica in Portogallo, l’Eintracht Francoforte in Germania e il Ludogorets in Bulgaria. Phoenix, che ha debuttato nel 2024, ha preso il posto di Kayla, l’aquila calva morta nel 2020. La Peta sostiene che gli uccelli possono essere “spaventati, disorientati e andare in preda al panico” nell’ambiente dello stadio, mettendosi così loro stessi in pericolo insieme ai tifosi. L’organizzazione afferma inoltre che il loro impiego in spettacoli e intrattenimento impedisce agli animali – che “in natura eviterebbero gli esseri umani” – di seguire i propri istinti naturali, causando loro “frustrazione e stress”. Le aquile calve sono universalmente riconosciute come simboli di libertà. Meritano ben altro che essere ridotte a un semplice strumento di intrattenimento per divertire i tifosi delle Eagles”.

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