SOS Asino

Sos per gli asini africani di cui la Cina va ghiotta: la specie è stata decimata dal boom degli scambi commerciali con Pechino degli ultimi 20 anni. Un tribunale keniota ha annullato il divieto di macellazione e vendita di carne d’asino, che era stato decretato nel febbraio 2020 dal Ministero dell’Agricoltura, proprio per tutelare la sopravvivenza della specie. Il Paese dell’Africa orientale ha legalizzato il commercio di pelle e carne d’asino per la prima volta nel 2012, accogliendo la crescente domanda dalla Cina, trasformando così l’animale in una risorsa pregiata. Da allora il valore di un asino adulto è più che quadruplicato, oltre ad aver generato un mercato nero con reti di contrabbando che assumono persone per rubare animali. L’anno scorso, quando il governo ha deciso di imporre un divieto di macellazione e vendita della carne d’asino, ha valutato il via libera del 2012 come un errore, accogliendo le richieste di protezione della specie da parte di agricoltori e ambientalisti. A distanza di pochi mesi, la crisi economica causata anche dalla pandemia ha invece spinto i proprietari dei macelli per asini a rivolgersi alla magistratura per denunciare la perdita di posti di lavoro e di entrate, sollecitando la revoca del divieto. 

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