Il ritorno dei lamantini

I lamantini che popolano il bacino del rio delle Amazzoni sono talmente elusivi che vengono anche chiamati “animali fantasma”. Nonostante siano i mammiferi d’acqua dolce più grandi del Brasile e possano raggiungere i cinquecento chili di peso e i tre metri di lunghezza, è molto difficile avvistarli. Da un lato, sanno mimetizzarsi molto abilmente; dall’altro, hanno imparato a nascondersi dagli esseri umani, lasciando spuntare dall’acqua soltanto le narici per respirare. Tra il 1930 e il 1950, infatti, questi placidi mammiferi sono stati cacciati in maniera incontrollata, per via dell’alta richiesta dei loro pellami in ambito industriale. Ora, finalmente, sembra che la popolazione si stia riprendendo. La creazione di un’area protetta nel 2003, costituita da 33 laghi della riserva Piagaçu-Purus, a circa 200 chilometri da Manaus, deve aver avuto un effetto positivo. L’ennesima conferma che i progetti di conservazione, se messi a punto nella maniera corretta, funzionano. Molti lamantini vivono nei pressi degli insediamenti umani. Pare che le due specie prediligano gli stessi habitat, caratterizzati da acque ricche di nutrienti e vegetazione rigogliosa. Un esempio di convivenza pacifica. Un aiuto arriva anche dai centri di riabilitazione che si occupano di salvare i cuccioli rimasti orfani. Queste strutture affrontano spese molto elevate, ma tenerle aperte risulta davvero cruciale.

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