San Petronio: un modello per la tutela della biodiversità

Rondini, rondoni, gechi e lucertole. Anche i monumenti storici possono giocare un ruolo chiave per tutelare la biodiversità. E’ quello che fa ad esempio, ormai da tempo, la Basilica di San Petronio a Bologna, che collabora con le associazioni per la tutela della biodiversità urbana come Asoer, Lipu, Wwf e Monumenti Vivi per proteggere queste specie. In occasione dell’avvio del cantiere dei restauri in San Petronio, ad esempio, per rondoni e chirotteri sono state concordate misure di protezione da attivare, “anche nello spirito” dell’enciclica ‘Laudato si’ di Papa Francesco. Si tratta, spiegano dalla basilica, di “vere e proprie linee guida” alla base dei diversi interventi che si sono susseguiti nel tempo. Per esempio, “sono state installate dieci cassette nido permanenti sulle finestre dell’abside, non visibili dal piano strada”, mentre in via provvisoria “sono stati installati sei nidi artificiali sui ponteggi durante i lavori di rifacimento del tetto”. Si è poi lavorato “all’ottimizzazione della cavità dei coppi sul tetto della navata, in modo da ottenere più di cento nuove cavità utili”. Sono state anche “corrette una serie di buche pontaie dell’abside” e sono state sistemate anche alcune “aperture tra tetto e mura dell’abside per impedire che spazi più grandi permettessero l’ingresso dei colombi, garantendo invece l’accesso alle specie minacciate come i rondoni”. Il bilancio di questa attività è “più che positivo”, si afferma dalla Basilica di San Petronio, che “si propone come modello di intervento in altre realtà dei centri storici delle nostre città”.

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