Oranghi si curano da soli

Una nuova ricerca, guidata dall’Università di Exeter e pubblicata su Scientific Reports, dimostra che gli oranghi ricercano piante con proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e cicatrizzanti. Basandosi su 20 anni di osservazioni sugli oranghi nel Borneo indonesiano, gli scienziati hanno valutato con quale frequenza questi animali si nutrissero di piante note per le loro proprietà medicinali. I risultati suggeriscono che gli oranghi mangiano combinazioni di piante in sequenze specifiche, in linea con l’automedicazione osservata in altre specie. Non è chiaro come imparino a farlo, ma i ricercatori pensano che possa dipendere dall’istinto e/o da un comportamento tramandato di generazione in generazione. E’ noto che diverse di queste piante contengono composti associati ad effetti antimicrobici, antinfiammatori o cicatrizzanti. Molte di queste piante non costituiscono una parte importante della dieta complessiva degli oranghi, il che suggerisce che vengano consumate per i loro specifici benefici piuttosto che come fonte di cibo quotidiana. E’ noto che gli scimpanzé si dedicano all’automedicazione, ad esempio mangiando piante che riducono le infezioni parassitarie interne. Comportamenti simili sono stati osservati anche nei bonobo, nei gibboni e nei gorilla. Il nuovo studio si è avvalso di osservazioni a lungo termine di oranghi che vivono in una foresta paludosa nel Kalimantan centrale. Alcune delle piante di cui si nutrono gli oranghi sono utilizzate anche dalle popolazioni indigene locali, proprio a scopo medicinale.

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