Mischiare le carte in tavola

I medici veterinari potranno continuare a prescrivere farmaci umani a cani, gatti e altri animali anche sulla base della convenienza economica dell’acquirente a parità di principio attivo, possibilità prevista da un decreto del Ministro della Salute Roberto Speranza in vigore dal 22 maggio scorso che attua una disposizione dell’ultima legge di Bilancio. Lo ha deciso il Tar, bocciando il ricorso di Aisa-Federchimica che descriveva uno scenario di ”seri rischi per la salute degli animali” e presentava il decreto come ”confuso, contraddittorio e illogico”. Tesi bizzarramente supportate da alcuni uffici del Ministero della Salute stesso. A difesa del decreto si è costituita in giudizio anche la Lav. Non vi sono dunque più dubbi: a parità di principio attivo si può prescrivere il farmaco umano (assai meno costoso).

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